” Marmo & Convitto” afther….

Si è concluso con successo e nutrita partecipazione l’ evento “Marmo & Convitto”,  un viaggio polisensoriale alla scoperta del territorio Apuano e delle sue eccellenze, protagonista assoluto della serata il MARMO, prezioso materiale di cui le Alpi Apuane sono custodi.

Ospiti della serata alcuni nomi eccellenti del territorio: Chicco Chiari scultore, con le sue opere iconiche dedicate agli anni 80′ come  Packman, il fantasmino del gioco elettronico popolare in quegli anni (www.chiccochiari.it), Riccardo Nicolai autore del libro “Ali Piccinin” che racconta le gesta  di Ali, cittadino Massese, che divenne  pascià di Algeri (https://www.facebook.com/ricalb.nicolai?fref=ts) e Marco Mariani chef (://www.facebook.com/marco.mariani.9026?fref=tse) che ha deliziato i partecipanti con creazioni culinarie ideate utilizzando materie prime locali,  come il famoso Lardo Di Colonnata, salume che vede la sua “maturazione” in apposite conche di marmo.

Per concludere, presentati e descritti da Vanessa Parducci (che sarei io :-), i  Profumi del Marmo, cinque inebrianti fragranze eau de parfum unisex, ciascuna dedicata ad una tipologia di marmo: Calacatta, l’ essenza delle giornate estive, gelsomino, fiori di pesco e viola, Statuario, il più puro e limpido dei marmi, che racchiude un cuore di agrumi, Arabescato dalle note esotiche di ambra e miele o ancora il sofisticato Bianco Carrara, con le note di zafferano e ginger per  poi terminare con il più prezioso e raffinato dei marmi, il Portoro caratterizzato dall’ ambra grigia,  legni ed il patchouly.

Ogni confezione di fragranza è impreziosita da un cabochon di marmo, da cui il nome, una vera e propria scultura di design, uno scrigno prezioso che racchiude una profumazione unica creata da uno dei più famosi nasi al mondo: Arturetto Landi.

Il mix tra cultura e food  ha avuto luogo in uno dei più antichi locali della cittadina, situato nel centro storico di Massa, il Convitto ristorante (www.convitto.eu). In un ambiente elegantemente  retrò, circondati da abiti e accessori firmati dai più importanti stilisti di moda ed immersi in un  arredamento radical chic, gli ospiti hanno potuto godere della serata respirando un atmosfera piacevole e ricca di contenuti.

Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato alla serata, ma soprattutto ringrazio i miei “compagni di avventure” Chicco, Riccardo, Sabrina e Maurizio, senza i quali tutto ciò non sarebbe stato possibile.

Bebè

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SKIN ART By Francesco La Rosa

Voi tutti ricorderete la mia prima intervista, oramai risale al Novembre di due anni fa, dedicata ad un personaggio famoso nel panorama cinematografico, direi il “re “del product placement, della grande Hollywood: Oscar Generale. (https://bebecherie.wordpress.com/2016/01/07/hollywood-ed-il-suooscar/).

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Con Oscar è stato un “colpo di fulmine” professionale, me ne sono “innamorata” subito, la sua gentilezza e la sua umiltà, virtù ormai rare specialmente nello scintillante mondo cinematografico, mi hanno piacevolmente colpito e messo a mio agio anche durante l’ intervista.

Sebbene davanti a me avessi il manager di alcuni degli attori più importanti dello showbiz statunitense come John Travolta, Milla Jovovich, Gerard Butler, Bruce Willis e tanti altri, nonché il il marito di una splendida donna che da poco la reso papà Denny Mendez ex Miss Italia, Oscar è sempre stato coerente con se stesso come del resto ama descriversi: una persona che nonostante il successo non ha mai dimenticato la sua gavetta e le sue origini.

Il rapporto con Oscar è stato subito diretto, semplice, vero, tanto che poco tempo fa mi ha contattato per propormi un ulteriore intervista, questa volta dedicata ad un artista che non è legato direttamente al mondo del cinema, ma che ha attirato ugualmente l’attenzione di Oscar tanto da diventarne il mecenate, si tratta di un artista unico al mondo, creatore di un arte a dir poco straordinaria.

Sono lusingata di farvi conoscere, attraverso le parole e le immagini, Francesco La Rosa e la sua SKIN ART.

IO: Catania è la città che ti ha dato i natali, città della Sicilia conosciuta per la sua arte e la sua cultura.Un territorio difficile, tanto da spingere molti giovani della tua età a “migrare” verso paesi che offrono più opportunità e che sotto l’aspetto lavorativo risultano essere più competitivi. Attraverso la tua arte desideri affermarti nella tua “terra” o sogni di andare via ed esplorare nuovi orizzonti.

F: Amo l’Italia e la mia Sicilia, ringrazio questa meravigliosa terra per l’ispirazione che mi ha dato e per la cultura, l’arte e i valori che mi ha trasmesso, nonostante la dura realtà che si affronta in questo paese. Ammetto però, che da sempre sogno di viaggiare e di trasferirmi, non solo per avere più opportunità lavorative, ma soprattutto per avere modo di conoscere altre culture, altri modi di vedere l’arte e farmi ispirare da cose nuove, rimettere sempre, in qualche modo, in discussione il proprio modo, il proprio stile, ripartire da zero ed adottare prospettive diverse mettendole al servizio dell’arte. Esplorare i nuovi orizzonti è ciò che, secondo me, servirebbe ad ogni artista.
IO: Quale tipo di arte esprime Francesco La Rosa e come la si può definire

 F: La mia arte nasce come necessità di espressione del mio essere. È un’arte che ricerca la perfezione, ricca di dettagli, di giochi di ombre e luci, complicata. Mi definisco, per certi versi un foto realista, ma adoro anche dare sfogo alla mia creatività unendo ciò che è reale con ciò che non lo è (quello che esiste nella mia mente) cercando di mettere in pratica nuove idee, cose mai viste ed originali che siano in grado di stupire colui che osserva.

IO: La scelta del materiale utilizzato per le tue opere è inusuale poiché si tratta di disegnare su pelle. Come avviene la scelta della “tela”, scegli il materiale in base a ciò che vuoi realizzare o è il materiale che condiziona l’opera?

F: Entrambe. A volte mi capita di scegliere la pelle in base a ciò che ho in mente di realizzare, altre volte, invece, un tipo particolare di pelle, che mi colpisce, mi guida nella scelta del soggetto da rappresentare. Comunque, in entrambi i casi, sono molto meticoloso nella scelta del materiale, dev’essere pelle pregiata, perfetta, pulita.

IO: L’ arma bianca è il tuo “pennello”, la tua passione per i coltelli da dove nasce e cosa ti affascina di questo strumento spesso visto solo come un arma contundente.

F: Ricordo che da piccolo guardavo le vetrine con i coltelli esposti col desiderio di poterne possedere uno.
Crescendo, quel desiderio è diventato una passione vera e propria che mi ha spinto a diventare quasi un collezionista. Mi sono sempre piaciuti i coltelli, in particolare, quelli multiuso, perché sono complicati, pieni di lame e utensili diversi con cui puoi fare praticamente di tutto. Ciò che mi ha sempre affascinato di più di questa tipologia di arma,  è il riflesso della lama, la lucentezza dell’acciaio tagliente. Poterli utilizzare ogni giorno per creare le mie opere mi rende davvero felice.

IO: Il creare un’opera direttamente su di un materiale cosi complesso come la pelle non da margine di errore, non permette di cancellare ne di modificare, con quale tecnica limiti questa possibilità?

 F: Non faccio nessuno schizzo o linee guida; usando un materiale così difficile e particolare non mi è permesso  abbozzare qualcosa. Semplicemente, prima di cominciare ogni quadro conduco uno studio maniacale sui dettagli del soggetto che devo rappresentare, in modo da avere quella sicurezza che mi fa ridurre il rischio di sbagliare e portarlo quasi a zero. Dopodiché, mi affido prettamente al mio istinto, ai miei occhi e alle mie mani.
IO: Come avviene l’incisione e come realizzi il disegno, ma soprattutto quanto tempo impieghi per terminarlo

 F: Come ho già detto, non mi è permesso dal materiale che uso di fare schizzi o bozze come puoi fare facilmente su una tela. Quindi, pulisco bene i miei coltelli e comincio, senza esitare, ad incidere la pelle al millimetro, calcolando a mente ogni dettaglio man mano che l’opera va sviluppandosi.
Per quanto riguarda il tempo, dipende dal soggetto e dalle dimensioni. In genere, per quelli di media grandezza impego 3-4 giorni, mentre per quelli di dimensioni maggiori 2 settimane circa. Cerco di avvantaggiarmi e ridurre i tempi usando entrambe le mani, anche contemporaneamente, nonostante io sia di natura prevalentemente mancino.
Lavoro, comunque, 8-10 ore al giorno mettendo tutto me stesso in ogni opera e cercando ogni volta di superare i miei limiti.
IO: Animali o portrait di grandi dimensioni, perché scegliere questo tipo di arte da esibire nella propria casa e a quale tipologia di clientela si rivolge

F: Penso che animali e ritratti siano i soggetti più amati, soprattutto se di grandi dimensioni. Sono entrambi difficili, complessi da realizzare, ti fanno subito pensare “ma come diamine avrà fatto a realizzarlo in maniera così realistica?”
Gli animali esprimono maestosità, bellezza, perfezione, istinto, selvaggità e questo affascina molto l’essere umano. D’altro canto, i volti sono pieni di dettagli che rapiscono, come le ombre, le luci, le espressioni, le rughe, la grana della pelle e la luminosità degli occhi. È davvero difficile realizzarli ma la pelle mi permette di fare mille sfumature e di riuscire nell’intento.
La mia arte è rivolta ad un élite di persone, ai collezionisti, agli amanti veri dell’arte, a coloro che cercano qualcosa di diverso ed innovativo, ad esempio alle star di Hollywood che, come tutti noi, amano tanto farsi ritrarre.

IO: Credi che per “indossare” un tuo disegno una casa debba avere particolari caratteristiche in termini di arredamento, o ben si adatta a tutti gli stili

F: Essendo una tecnica ed un materiale molto ricercati e particolari, credo che le mie opere abbiano bisogno di essere esposte in ambienti altrettanto ricercati, con elementi che richiamino e che siano, in qualche modo, in linea con la pelle stessa. Un mio quadro lo vedo bene in una casa con elementi e materiali di lusso, come lo è la pelle che utilizzo.
IO: Direi che il tuo modo di realizzare i tuoi disegni è unico, com è nato e come hai imparato

 F: La scintilla che ha acceso la mia ispirazione e che mi ha portato a creare le mie opere capitò quando mi commissionarono un lavoro: dovevo fare un’incisione su un album di pelle e non avevo gli strumenti giusti per farlo; allora ho usai l’ingegno e gli strumenti che avevo a disposizione: bisturi e coltelli, per l’appunto. Da lì, ho pensato “perché non creare dei quadri di pelle?” ed ho cominciato ad allenarmi, a sperimentare, concentrandomi sul risultato che volevo ottenere. Ed eccomi qui.

IO: Oscar Generale, agente delle più famose stars di Hollywood è il tuo mecenate, come è avvenuto il vostro incontro e quali opportunità ti ha creato

F: È avvenuto per caso, quando si dice “trovarsi nel posto giusto al momento giusto”.
Era un periodo strano della mia vita, non ero sicuro che sarei riuscito a diventare quello che volevo, c’erano davvero poche opportunità. Conoscere Oscar  in quel momento credo proprio che mi abbia cambiato la vita. Grazie a lui sto avendo possibilità che mai mi sarei sognato di toccare con mano, la possibilità di farmi conoscere dal mondo intero, di mostrare ciò che faccio e che so fare a tutti, essere in contatto con persone famose ed irraggiungibili che avevo visto solo nei film. Sto davvero vivendo un sogno e lo devo a lui, non potevo desiderare di meglio.
IO: Ogni forma d’ arte, per quanto soggettiva, è legata indubbiamente al concetto di bellezza. Cos è per te la bellezza e come la definiresti

F: La bellezza è perfezione, quella bellezza oggettiva che non puoi negare, quella che ti riempie di emozioni e ti lascia a bocca aperta, senza fiato.

IO: Chi è Francesco La Rosa e quali sono i suoi progetti futuri

F:  Sono un artista che si è formato da solo, che vuole vivere della sua passione ed esprimersi con essa. Il mio obiettivo adesso è quello di farmi conoscere dal mondo, far conoscere la mia arte, esibire le mie opere in tantissime mostre e far vedere quello che so fare.
Per il futuro ho di certo molti progetti, molti ancora da definire. Mi limito a dire che mi piacerebbe molto vedere un mio quadro all’interno di un set cinematografico, utilizzato come facente parte della scenografia.
Il resto si vedrà nel tempo.

Ringrazio Francesco per avermi concesso questa interessante intervista e Oscar per la fiducia.

Bebè

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