ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE

Quando osserviamo da lontano le Celebrities pensiamo sempre che siano inarrivabili, in effetti forse qualcuna lo è… ma non tutte.

Posso affermare con piacere e per diretta esperienza personale, che Alice Agnelli, la famosa foodblogger di  A Gipsy In The kitchen (www.agipsyinthekitchen.com),  non appartiene a tale categoria ma tutt’altro è un dolcissimo e profumatissimo “cup cake” fatto in casa, traboccante d’ amore per la sua Brie, inseparabile cagnolona e per il suo compagno Alessandro.

Alice è stata veramente una sorpresa, per lavoro mi capita spesso di incontrare personaggi più o meno famosi, è devo dire, forse sono fortunata 😊, che fino ad oggi ho conosciuto personaggi amabili e disponibili,  Alice però ha un allure speciale che la distingue da tutte.

Sarà che ci accomuna il segno zodiacale (Gemelli) o forse l’amore per gli animali oppure  la passione per la cucina della quale lei ha fatto un mestiere, in ogni modo conoscerla è stato magico.

Standole vicino si respira profumo di casa, le sue passioni, Brie, Alessandro e il food, sono ciò che la caratterizzano e che condivide liberamente, brillante e immediata, siamo entrate subito “contatto” e penso, spero, lo rimarremo a lungo.

Prendermi “cura” di lei per due giorni è stato piacevolissimo, ci siamo scambiate opinioni e pensieri come fossimo sempre state amiche, ed è per questo che oggi sono in grado di raccontarvi una favola…la favola di Alice la Gitana.

B: Alice Nel Paese Delle Meraviglie è una favola d’ altri tempi… Ma in fondo la tua vita assomiglia un po’ ad una favola moderna: una passione che ami e che hai trasformato in lavoro, l’amore al tuo fianco, la tua inseparabile Brie e il vostro girovagare per raccontare avventure e viaggi in luoghi incantati. Quanto ti senti come la protagonista della favola e soprattutto quale finale vorresti scrivere della tua favola

17991970_10154672186776925_5146602956618899316_n

A: Il finale non lo vorrei mai scrivere…credo che ogni giorno sia un nuovo inizio di una vita da poter disegnare come ci piace. I sogni cambiano e dobbiamo avere il coraggio di saperli modificare per permetterci così di vivere una vita che sia pienamente felice.

B: Tu, Alessandro e Brie… se dovessi creare una ricetta e associare ognuno di voi ad un ingrediente quale piatto cucineresti?

A: Amo molto la vaniglia, così come il cardamomo. Il burro è un must. Direi che farei un mix di questi ingredienti.

B: Qual’ è a parer tuo, l’ingrediente segreto per rendere la vita una favola a lieto fine

A: L’onestà e la coerenza

In cucina

B: Sei una donna indubbiamente coraggiosa, hai scelto di abbandonare un lavoro “sicuro” nella moda (PR Stella Mccartney) per inseguire la tua passione e realizzare il tuo sogno, cioè essere l’Alice che oggi tutti conosciamo. Cosa ti ha spinto verso questa scelta e perché hai scelto la strada del food

A: Mi ha spinto la voglia di ritrovare me stessa. Di voler vivere una vita davvero piena accanto a chi amo, dedicando loro tutto il mio tempo e non solo scampoli di ore. Il food ha sempre fatto parte di me. Tutti i ricordi più belli sono legati al cibo.

B: i post e le foto che pubblichi emanano energia, calore e profumo di casa, chi non desidererebbe vivere così, qual’ è il tuo segreto e come sei riuscita a realizzare esattamente quello che desideravi

A: Seguendo unicamente il mio cuore e dando retta alle mie sensazioni.

B: L’ essere foodblogger oggi è diventato di moda: tv, cinema e social ne sono letteralmente invasi. Tu come riesci ad avere così tanto successo e cosa secondo te ti distingue dai tuoi colleghi

A: Forse proprio l’onestà e la coerenza con la quale ci rapportiamo ai social, facendone uno specchio della realtà, genuino e spontaneo, senza filtri o artefatto.

B: Da piccola Alice cosa sognava di diventare

A: Mamma. Ho sempre sognato di avere la mia famiglia.

B: Quali consigli e/o avvertenze daresti a chi avesse voglia di intraprendere un mestiere come il tuo  

A: Essere coerenti e onesti. Premia sempre.

B: Leggendo ed osservando i tuoi post, si percepisce la passione per ciò che fai ma soprattutto, l’amore che permea dalle tue parole è sintomatico dell’importanza che ha nella tua vita. Alessandro oltre che il tuo amore è anche l’altra metà del “business”. Il “gitano” (lei lo chiama così) è l’autore delle foto e dei video che accompagnano le tue ricette, ti ritieni fortunata ad averlo incontrato o pensi di averlo meritato?

A: Mi ritengo molto privilegiata ad averlo incontrato.

B: La vostra vita “gitana” quotidiana è sempre sotto i riflettori, lavorate e vivete insieme, credi che questa sia la ricetta per l’amore eterno?

aa

 

A: No assolutamente. Purtroppo non ho la ricetta dell’amore eterno. Ognuno di noi ha la propria vita ed il proprio percorso da intraprendere con chi amiamo…proprio perché ciascuno di noi è diverso non esiste una regola universale. Sembrerò ripetitiva, ma ancora una volta per me vince l’onestà. Vince la trasparenza. Vince la delicatezza nel prendersi cura degli altri.

B: (ora mi rivolgo ad Alessandro, che da poco ha dato vita a @me_supertramp in cui posta le sue foto) com’ è vivere con Alice e come la descriveresti con un aggettivo?

A: Vivere con Alice è vivere con l’altra metà della mia mela. Se dovessi trovarle un aggettivo, la definirei con bella. Dentro e fuori.

B: Standole vicino e vivendo con lei hai acquisito il ruolo di “Gitano”, quanto lo eri già e quanto lo sei diventato standole accanto.

A: Io sono sempre stato Gitano. Ho vissuto all’estero per anni e la curiosità è il motore della mia anima, che mi spinge sempre a cercare nuovi territori inesplorati. Ecco…per me alice è il mio territorio inesplorato, la mia terra da conquistare sempre, ed allo stesso tempo il mio rifugio, la mia pace.

B: ora non posso esimermi dal dare la parola alla vostra inseparabile compagna di avventure Brie, una splendida meticcia coccolata e amata follemente da entrambe, Brie come vedi il tuo “papà” e la tua “mamma”? 😊

BRIE

A: Bau bau… se Brie potesse rispondere penso direbbe che mamma è troppo apprensiva e papà troppo simpatico.

B: Il mio blog è dedicato come ben sai, alla bellezza in tutte le sue espressioni, quanto è importante per te essere bella, ma soprattutto la tua scelta di essere Veg (Alice ed Alessandro sono vegetariani) si riflette anche nell’ uso dei prodotti cosmetici?

A: Assolutamente. Recentemente ho scritto un articolo su quanto sia importantissimo scegliere con cognizione di causa i prodotti che usiamo sulla nostra pelle. E’ fondamentale leggere sempre la composizione degli ingredienti e scegliere aziende “clean”. Mi piace pensare che nel beauty esista una nuova corrente che appunto si chiama #cleanbeauty. Io faccio tutti i miei acquisti su beautyahlcolics.com

B: Lascio a te, Alessandro e a Brie, il compito di scrivere il finale di questa intervista… Liberi come solo i Gitani sanno essere….

A: Grazie di cuore. Per averci ascoltato e accolto!

Alice e Alessandro

Alice ha voluto farmi un altro gradito regalo oltre a questa bellissima intervista…

http://www.agipsyinthekitchen.com/2017/06/fuga-da-milano-verso-la-versilia.html

Grazie ragazzi!

BEBE’

 

Questo slideshow richiede JavaScript.

Annunci

DO YOU KNOW MARINA DI GUARDO?

La vita è meravigliosa titolava un famoso film del 1946, ed io aggiungerei anche inaspettata ricca di sorprese e di incontri “fatali”, quegli incontri alchemici che non sai spiegarti, ma che tangibilmente si creano…. Questo è ciò che mi è accaduto quando ho conosciuto Marina di Guardo.

Recentemente mi trovavo a Milano in occasione della fiera Esxence dedicata al mondo delle fragranze, curiosando qua e là tra gli stand mi accorsi della presenza di una sala conferenze che proponeva un nutrito programma di appuntamenti per quella giornata. Un argomento su tutti solleticò la mia innata curiosità a causa del titolo che induceva ad una riflessione: “che profumo ha la tua scrittura”.

In quel preciso istante pensai appunto che profumo potesse avere la mia scrittura e quindi per riuscire a saperne di più non potei far altro che varcare la soglia, cosi feci.

Davanti ad un parterre cosi nutrito di scrittrici, tutte donne, non si poteva che rimanere incantati; cultura, passione, talento, personalità e bellezza erano il fil rouge che legava ognuna di esse, cosi come i loro racconti fatti di episodi di vita vissuta e di determinazione.

Una di esse in particolare mi colpì, ammetto che non avevo idea di chi potesse essere, ma i suoi modi eleganti, la sua dolcezza e il suo sorriso non potevano passare inosservati, Marina è tutto questo e molto di più….

_F2V5156 copia

B: Indubbiamente Marina è una bella donna, occhi luminosi azzurro cielo, elegante come poche donne sanno essere, forse anche grazie agli anni passati lavorando per Blumarine, ma soprattutto dolce e umile nonostante il successo. Siciliana di nascita ma cremonese di adozione, quali erano i tuoi desideri di gioventù, immaginavi già di diventare una nota scrittrice o ti vedevi proiettata nello showbiz della moda?

M: In realtà, già da bambina sognavo di diventare una scrittrice. Sono sempre stata dotata di grande immaginazione e nei lunghi viaggi verso la Sicilia con la mia famiglia immaginavo storie che mi astraessero dalla realtà. I paesaggi, i profumi, i colori che percepivo dai finestrini abbassati dell’auto mi ispiravano e mi raccontavano innumerevoli personaggi e vicende.

B: Madre di tre figlie femmine, separata come molte donne d’oggi purtroppo o per fortuna. Quali sono stati i sacrifici personali che hai dovuto affrontare per essere una madre fortemente presente come sei e allo stesso tempo donna determinata e di successo nel lavoro.

FullSizeRender-2 copia

M:Una volta separata, ho dovuto scegliere se andare a vivere a Milano o rimanere a Cremona. Le mie ragazze all’epoca erano abbastanza piccole e non volevano staccarsi dall’ambiente in cui erano cresciute. Ho scelto quindi di non sradicarle e rinunciare alle mie velleità di carriera. Questo mi ha molto penalizzato da un lato ma, in questo modo, ho potuto seguire meglio le mie figlie e realizzare il sogno di diventare scrittrice.

B: Raccontaci che tipo di madre sei e quali sono i valori per te più importanti che hai cercato di trasmettere alle tue ragazze

M: Sono una madre molto presente, a volte forse un pò rompiscatole. Voglio sempre essere al corrente di tutti gli spostamenti delle mie ragazze, della loro vita, dei loro problemi. A volte, loro si ribellano, ma alla fine credo siano contente della mia presenza costante. I valori che ho insegnato? La lealtà, la chiarezza, l’onestà. Per me non sono mai passati di moda

B: La famiglia Ferragni/Di Guardo è indubbiamente una famiglia famosa, composta da sole donne. Pensi che il potere delle donne sia forte anche ai giorni d’ oggi, nonostante gli innumerevoli episodi di violenza di cui ogni giorno sentiamo parlare?

M: Credo che oggigiorno le donne siano in grado di poter disporre della propria vita, grazie all’indipendenza economica che molte hanno raggiunto e alla consapevolezza di essere autonome e in grado di poter decidere. Forse, è proprio per questo che alcuni uomini si sentono minacciati e reagiscono nel modo plateale e aberrante che apprendiamo ogni giorno dai giornali e dai notiziari.

B: Ad un certo punto nella tua vita decidi di diventare una blogger di viaggi, seguendo a ruota tua figlia Chiara Ferragni (nota web influencer). Perché hai scelto di raccontare le tue avventure in giro per il mondo?

M: Ho aperto il mio travel blog qualche anno fa. Mi incuriosiva l’idea di raccontare i viaggi che avevo fatto e, essendo appassionata anche di fotografia, di pubblicare le foto dei luoghi visitati. Dopo essermi dedicata a tempo pieno alla scrittura, ho iniziato a trascurare il mio Thetravelpassion. Mi è dispiaciuto molto, ma ho deciso di dedicare tutto il mio tempo alla mia passione più grande: raccontare storie.

B: Nel 2012 le tue ragazze, oramai grandi, ti esortano a cimentarti nella scrittura e quindi a rispolverare quel sogno nel cassetto: scrivere un romanzo. Nasce così “l’inganno della seduzione”. Dall’ edizione di quel libro ad oggi, in cosa è cambiata Marina Di Guardo come donna e come scrittrice.

_DSC6550b

M: Quando ho ricevuto la mail di Nulla Die, una piccola casa editrice indipendente che mi confermava l’interesse per il mio manoscritto, ero felicissima. Quello era il primo passo verso la possibile realizzazione di un sogno. Da allora, ho imparato e cerco di imparare sempre di più ogni giorno.

B: Due delle tue tre figlie sono personaggi pubblici famosi, Chiara e Valentina. Chiara senza ombra di dubbio ha fatto da apripista alla sorella che sta comunque raggiungendo il successo. Vederle continuamente sui social e sulle riviste patinate, sempre sotto gli sguardi di milioni di fans, come ti ha fatto sentire e quali preoccupazioni ha destato in te questo clamore.

M: Chiara e Valentina stanno facendo carriera, realizzando ognuna i propri progetti e questo mi basta. Sono adulte e in grado di gestirsi da sole. Per me, l’aspetto più importante.

B: Torniamo ai tuoi libri. Come nasce in te l’idea di un romanzo e quando decidi che è arrivato il momento di scriverlo.

M: Comincio a sentirmi ispirata da un luogo, da un’atmosfera. Pian piano si fanno strada dentro di me i personaggi e le loro caratteristiche, positive e negative. Quindi, penso al senso della storia che voglio raccontare e a un finale che faccia quadrare tutto, lasciando il lettore senza fiato.

B: Ad una neofita come me che sogna un giorno di scrivere una storia appassionante, quali consigli daresti e soprattutto quali sono secondo te gli errori comuni che si fanno e che andrebbero evitati durante la stesura di un romanzo.

M:Si potrebbe iniziare da questi tre importanti capisaldi: avere ben chiara dentro di sé la storia che si vuole raccontare, non essere noiosi e prolissi e mettersi nei panni del lettore.

B: Dove e come ti vedi fra 10 anni

M: Oddio, non voglio pensarci! Non essendo una ragazzina già adesso, non mi fa molto piacere pensarmi fra dieci anni. Spero solo di essere in un luogo piacevole e con un buon clima, entusiasta della vita e con tanti progetti da portare avanti.

B: Ad una donna affascinante e di successo come te, non posso evitare di chiedere quale importanza dai alla bellezza e che quale significato ha secondo te nella società moderna

M: Grazie per le tue affermazioni, te ne sono grata! Certo, la bellezza può essere un vantaggio, ma anche una maledizione. Non bisogna approfittarne, dando per scontato che ogni occasione arrivi con più facilità solo perché si è dotati di un aspetto piacevole. Come per chiunque, i risultati devono arrivare con la fatica e l’impegno.

B: Sei in tournée in giro per l’Italia per la presentazione del tu ultimo romanzo “Come è giusto che sia”, un noir che parla anche di violenza sulle donne. Come descrivi questo libro e quale messaggio hai voluto trasmettere ai lettori.

M: E’ un libro duro, che non fa sconti, avvincente, ricco di suspence, ma anche di spunti di riflessione. Una storia dedicata a tutte le donne ma che non tralascia di intrigare anche i miei lettori di sesso maschile. E di questo non posso che esserne contenta.

B: Cosa ama fare Marina nel suo tempo libero

M: Amo leggere, passeggiare, e fare sport.

FullSizeRender copia 2

B: Per terminare, se tu fossi un libro che storia vorresti raccontare

M: La storia di una bambina molto sensibile e insicura che da adulta non smette di esserlo, ma che non rinuncia ad affrontare le proprie paure.

Lascio i dolcissimi occhi di Marina che rivedrò presto, a Maggio in occasione di una serata speciale a Lugano… che vi racconterò!

To be continued

Bebè

Questo slideshow richiede JavaScript.

SKIN ART By Francesco La Rosa

Voi tutti ricorderete la mia prima intervista, oramai risale al Novembre di due anni fa, dedicata ad un personaggio famoso nel panorama cinematografico, direi il “re “del product placement, della grande Hollywood: Oscar Generale. (https://bebecherie.wordpress.com/2016/01/07/hollywood-ed-il-suooscar/).

1           2

Con Oscar è stato un “colpo di fulmine” professionale, me ne sono “innamorata” subito, la sua gentilezza e la sua umiltà, virtù ormai rare specialmente nello scintillante mondo cinematografico, mi hanno piacevolmente colpito e messo a mio agio anche durante l’ intervista.

Sebbene davanti a me avessi il manager di alcuni degli attori più importanti dello showbiz statunitense come John Travolta, Milla Jovovich, Gerard Butler, Bruce Willis e tanti altri, nonché il il marito di una splendida donna che da poco la reso papà Denny Mendez ex Miss Italia, Oscar è sempre stato coerente con se stesso come del resto ama descriversi: una persona che nonostante il successo non ha mai dimenticato la sua gavetta e le sue origini.

Il rapporto con Oscar è stato subito diretto, semplice, vero, tanto che poco tempo fa mi ha contattato per propormi un ulteriore intervista, questa volta dedicata ad un artista che non è legato direttamente al mondo del cinema, ma che ha attirato ugualmente l’attenzione di Oscar tanto da diventarne il mecenate, si tratta di un artista unico al mondo, creatore di un arte a dir poco straordinaria.

Sono lusingata di farvi conoscere, attraverso le parole e le immagini, Francesco La Rosa e la sua SKIN ART.

IO: Catania è la città che ti ha dato i natali, città della Sicilia conosciuta per la sua arte e la sua cultura.Un territorio difficile, tanto da spingere molti giovani della tua età a “migrare” verso paesi che offrono più opportunità e che sotto l’aspetto lavorativo risultano essere più competitivi. Attraverso la tua arte desideri affermarti nella tua “terra” o sogni di andare via ed esplorare nuovi orizzonti.

F: Amo l’Italia e la mia Sicilia, ringrazio questa meravigliosa terra per l’ispirazione che mi ha dato e per la cultura, l’arte e i valori che mi ha trasmesso, nonostante la dura realtà che si affronta in questo paese. Ammetto però, che da sempre sogno di viaggiare e di trasferirmi, non solo per avere più opportunità lavorative, ma soprattutto per avere modo di conoscere altre culture, altri modi di vedere l’arte e farmi ispirare da cose nuove, rimettere sempre, in qualche modo, in discussione il proprio modo, il proprio stile, ripartire da zero ed adottare prospettive diverse mettendole al servizio dell’arte. Esplorare i nuovi orizzonti è ciò che, secondo me, servirebbe ad ogni artista.
IO: Quale tipo di arte esprime Francesco La Rosa e come la si può definire

 F: La mia arte nasce come necessità di espressione del mio essere. È un’arte che ricerca la perfezione, ricca di dettagli, di giochi di ombre e luci, complicata. Mi definisco, per certi versi un foto realista, ma adoro anche dare sfogo alla mia creatività unendo ciò che è reale con ciò che non lo è (quello che esiste nella mia mente) cercando di mettere in pratica nuove idee, cose mai viste ed originali che siano in grado di stupire colui che osserva.

IO: La scelta del materiale utilizzato per le tue opere è inusuale poiché si tratta di disegnare su pelle. Come avviene la scelta della “tela”, scegli il materiale in base a ciò che vuoi realizzare o è il materiale che condiziona l’opera?

F: Entrambe. A volte mi capita di scegliere la pelle in base a ciò che ho in mente di realizzare, altre volte, invece, un tipo particolare di pelle, che mi colpisce, mi guida nella scelta del soggetto da rappresentare. Comunque, in entrambi i casi, sono molto meticoloso nella scelta del materiale, dev’essere pelle pregiata, perfetta, pulita.

IO: L’ arma bianca è il tuo “pennello”, la tua passione per i coltelli da dove nasce e cosa ti affascina di questo strumento spesso visto solo come un arma contundente.

F: Ricordo che da piccolo guardavo le vetrine con i coltelli esposti col desiderio di poterne possedere uno.
Crescendo, quel desiderio è diventato una passione vera e propria che mi ha spinto a diventare quasi un collezionista. Mi sono sempre piaciuti i coltelli, in particolare, quelli multiuso, perché sono complicati, pieni di lame e utensili diversi con cui puoi fare praticamente di tutto. Ciò che mi ha sempre affascinato di più di questa tipologia di arma,  è il riflesso della lama, la lucentezza dell’acciaio tagliente. Poterli utilizzare ogni giorno per creare le mie opere mi rende davvero felice.

IO: Il creare un’opera direttamente su di un materiale cosi complesso come la pelle non da margine di errore, non permette di cancellare ne di modificare, con quale tecnica limiti questa possibilità?

 F: Non faccio nessuno schizzo o linee guida; usando un materiale così difficile e particolare non mi è permesso  abbozzare qualcosa. Semplicemente, prima di cominciare ogni quadro conduco uno studio maniacale sui dettagli del soggetto che devo rappresentare, in modo da avere quella sicurezza che mi fa ridurre il rischio di sbagliare e portarlo quasi a zero. Dopodiché, mi affido prettamente al mio istinto, ai miei occhi e alle mie mani.
IO: Come avviene l’incisione e come realizzi il disegno, ma soprattutto quanto tempo impieghi per terminarlo

 F: Come ho già detto, non mi è permesso dal materiale che uso di fare schizzi o bozze come puoi fare facilmente su una tela. Quindi, pulisco bene i miei coltelli e comincio, senza esitare, ad incidere la pelle al millimetro, calcolando a mente ogni dettaglio man mano che l’opera va sviluppandosi.
Per quanto riguarda il tempo, dipende dal soggetto e dalle dimensioni. In genere, per quelli di media grandezza impego 3-4 giorni, mentre per quelli di dimensioni maggiori 2 settimane circa. Cerco di avvantaggiarmi e ridurre i tempi usando entrambe le mani, anche contemporaneamente, nonostante io sia di natura prevalentemente mancino.
Lavoro, comunque, 8-10 ore al giorno mettendo tutto me stesso in ogni opera e cercando ogni volta di superare i miei limiti.
IO: Animali o portrait di grandi dimensioni, perché scegliere questo tipo di arte da esibire nella propria casa e a quale tipologia di clientela si rivolge

F: Penso che animali e ritratti siano i soggetti più amati, soprattutto se di grandi dimensioni. Sono entrambi difficili, complessi da realizzare, ti fanno subito pensare “ma come diamine avrà fatto a realizzarlo in maniera così realistica?”
Gli animali esprimono maestosità, bellezza, perfezione, istinto, selvaggità e questo affascina molto l’essere umano. D’altro canto, i volti sono pieni di dettagli che rapiscono, come le ombre, le luci, le espressioni, le rughe, la grana della pelle e la luminosità degli occhi. È davvero difficile realizzarli ma la pelle mi permette di fare mille sfumature e di riuscire nell’intento.
La mia arte è rivolta ad un élite di persone, ai collezionisti, agli amanti veri dell’arte, a coloro che cercano qualcosa di diverso ed innovativo, ad esempio alle star di Hollywood che, come tutti noi, amano tanto farsi ritrarre.

IO: Credi che per “indossare” un tuo disegno una casa debba avere particolari caratteristiche in termini di arredamento, o ben si adatta a tutti gli stili

F: Essendo una tecnica ed un materiale molto ricercati e particolari, credo che le mie opere abbiano bisogno di essere esposte in ambienti altrettanto ricercati, con elementi che richiamino e che siano, in qualche modo, in linea con la pelle stessa. Un mio quadro lo vedo bene in una casa con elementi e materiali di lusso, come lo è la pelle che utilizzo.
IO: Direi che il tuo modo di realizzare i tuoi disegni è unico, com è nato e come hai imparato

 F: La scintilla che ha acceso la mia ispirazione e che mi ha portato a creare le mie opere capitò quando mi commissionarono un lavoro: dovevo fare un’incisione su un album di pelle e non avevo gli strumenti giusti per farlo; allora ho usai l’ingegno e gli strumenti che avevo a disposizione: bisturi e coltelli, per l’appunto. Da lì, ho pensato “perché non creare dei quadri di pelle?” ed ho cominciato ad allenarmi, a sperimentare, concentrandomi sul risultato che volevo ottenere. Ed eccomi qui.

IO: Oscar Generale, agente delle più famose stars di Hollywood è il tuo mecenate, come è avvenuto il vostro incontro e quali opportunità ti ha creato

F: È avvenuto per caso, quando si dice “trovarsi nel posto giusto al momento giusto”.
Era un periodo strano della mia vita, non ero sicuro che sarei riuscito a diventare quello che volevo, c’erano davvero poche opportunità. Conoscere Oscar  in quel momento credo proprio che mi abbia cambiato la vita. Grazie a lui sto avendo possibilità che mai mi sarei sognato di toccare con mano, la possibilità di farmi conoscere dal mondo intero, di mostrare ciò che faccio e che so fare a tutti, essere in contatto con persone famose ed irraggiungibili che avevo visto solo nei film. Sto davvero vivendo un sogno e lo devo a lui, non potevo desiderare di meglio.
IO: Ogni forma d’ arte, per quanto soggettiva, è legata indubbiamente al concetto di bellezza. Cos è per te la bellezza e come la definiresti

F: La bellezza è perfezione, quella bellezza oggettiva che non puoi negare, quella che ti riempie di emozioni e ti lascia a bocca aperta, senza fiato.

IO: Chi è Francesco La Rosa e quali sono i suoi progetti futuri

F:  Sono un artista che si è formato da solo, che vuole vivere della sua passione ed esprimersi con essa. Il mio obiettivo adesso è quello di farmi conoscere dal mondo, far conoscere la mia arte, esibire le mie opere in tantissime mostre e far vedere quello che so fare.
Per il futuro ho di certo molti progetti, molti ancora da definire. Mi limito a dire che mi piacerebbe molto vedere un mio quadro all’interno di un set cinematografico, utilizzato come facente parte della scenografia.
Il resto si vedrà nel tempo.

Ringrazio Francesco per avermi concesso questa interessante intervista e Oscar per la fiducia.

Bebè

Questo slideshow richiede JavaScript.