Matteo Dunchi, l’astrofotografo


Ho già avuto occasione di ammirare da vicino il lavoro di alcuni giovani talenti nati e cresciuti nel comprensorio di Massa Carrara, ma questo talento in particolare, mi ha colpito per la capacità di cogliere l’attimo ed immortalarlo nelle sue fotografie che risultano estremamente affascinanti e attrattive per i colori, i soggetti ed i particolari.

Matteo è un artista immediato, le sue fotografie lo sono quanto lui, la sua prospettiva è realistica e la sua sensibilità tangibile, nell’ ammirare le sue opere sembra quasi di potervi entrare, di poterne toccare la materia che le compone o di farne parte. I soggetti spaziano tra cielo e terra, le Apuane e la città di Massa sono rappresentate da angolature insolite ed enfatizzate da luci particolari che rendono i paesaggi ancor più unici.

E’ stato un piacere intervistare Matteo, spero che il medesimo piacere possiate provarlo voi nel leggere l’intervista.

Bebè.

  • Matteo Dunchi fotografo. Come nasce la tua passione per gli scatti è cosa ti ha spinto verso questa professione?

M:La natura è da sempre la mia fonte di ispirazione primaria. Abitando in campagna i soggetti non mi sono mai mancati: da piccolo disegnavo tanti animali, crescendo ho sentito l’esigenza dentro di me di provare a ritrarli con qualcosa di più tecnologico delle matite colorate, ed ecco in mano le prime compatte a pellicola. Da lì non mi sono più fermato.

  • Come classifichi il tuo stile fotografico, ma soprattutto cosa vuoi comunicare con le tue fotografie?

M:Credo di essere un fotografo molto versatile. La mia passione rimane sempre la paesaggistica, ma per curiosità, ho provato, e avuto buoni riscontri, un po’ in tutti i generi fotografici. Tento di trasmettere lo stupore che ho provato vedendo la scena ad occhio nudo, agli eventuali fruitori delle mie immagini.

IMG_0125

  • La città di Massa con il suo variegato paesaggio, mare, montagna e collina, è il soggetto più rappresentato nei tuoi scatti, questo denota il tuo legame con la città. Come vedi Massa attraverso il tuo obiettivo e qual’ è, secondo la tua sensibilità fotografica, la bellezza di questo territorio?

M:Massa è in un certo senso unica, racchiusa tra vere montagne (le Apuane), dolci colline e una bellissima costa. Gli scorci che vale la pena immortalare sono tantissimi, ma attenzione, è facile cadere nella banalità. Questo non vuol dire evitare i posti classici come il Pontile o il centro città, semplicemente essere sempre (o quasi) al momento giusto, nel posto giusto, con la luce giusta: allora può venire fuori qualcosa di nuovo ed apprezzabile.

IMG_3436-Modifica

  • Nonostante la tua giovane età, sei una artista già molto apprezzato, immagino che tu abbia molti sogni nel cassetto e anche molti obbiettivi professionali. Pensi di poterli realizzare nella tua città o come per molti artisti, “l’estero” è per te di fondamentale importanza per maturare artisticamente?
  • M:Si, localmente ho riscontrato pareri incoraggianti e ultimamente mi stanno arrivando richieste anche da fuori. Ritengo che nel lavoro di fotografo sia più importante essere in grado di muoversi, piuttosto che avere la “base operativa” in una grossa città. Oggi i fotografi si trovano su internet, non entrando nello studio e guardando le foto appese alle pareti.

IMG_9786

  • Fai parte del gruppo Astrofili Massesi, è nata prima la passione per il cielo e le sue stelle o è stata la fotografia a far alzare i tuoi occhi al cielo? 
  • M:Alzi la mano chi da piccolo non ha mai pensato di fare l’astronauta? Con la fotografia e la curiosità di espandere i possibili soggetti sono approdato nel difficile mondo dell’astrofotografia. Nel mio gruppo astrofili ho trovato tanta gente competente dal lato astronomico ed è sicuramente un prezioso aiuto e incentivo a sperimentare.
  • Le stelle e i pianeti sono sicuramente un mondo affascinante, stare incollati con il naso all’ insù per scorgere l’unicità del passaggio di un pianeta o quello di una luminosissima stella richiede molta pazienza. Spiegaci come si svolge questa attesa e quindi preparazione, ma soprattutto nasce come una casualità o c è sempre uno studio di preparazione accurato con l’utilizzo di una strumentazione specifica?
  • M:L’astrofotografia, triste a dirsi, è soprattutto attesa delle giuste condizioni meteo per poter uscire a riprendere. Specialmente nella nostra zona, le notti buone durante un anno si contano sulle dita di una mano. A seconda del soggetto o del fenomeno che si può riprendere, la pianificazione è molto importante ed oggi facilitata da programmi ed effemeridi precise ed alla portata di tutti. Per qualcosa di più “evoluto” come la astro paesaggistica bisogna conoscere bene il territorio, calcolare la finestra operativa e infine, sperare nel bel tempo.
  • Nella notte del Luglio 2015 ti sei imbattuto in una congiunzione prospettica tra Andromeda e un elemento terrestre, una notte unica immagino…
  • M:Quella notte stavo facendo una grigliata in montagna con gli amici, mi ero portato tutta l’attrezzatura per fare una classica foto alla Via Lattea. Osservando dove puntavano due stelle della costellazione di Cassiopea, mi sono accorto che la galassia di Andromeda sarebbe di lì a poco sorta esattamente sopra il Monte Sella, vista in prospettiva dal posto dove mi trovavo.  Ho preparato l’attrezzatura e iniziato a scattare non appena è sbucata da dietro il monte. Per la foto “famosa” ho scelto un momento in cui si trovasse leggermente sollevata per ragioni estetiche, ma conservo ancora tutte le altre.  La prima in cui si vede Andromeda fare “cucù” è quella a cui sono più legato, una meraviglia per gli occhi e l’anima, quella notte di Luglio 2015.
Immagine salvata con i settaggi applicati.

Immagine salvata con i settaggi applicati.

  • La foto di Andromeda, effettuata presso la cava di dolomite della Renara nel cuore delle apuane, ti è valsa un premio internazionale denominato: Astronomy Picture Of the Day(APOD). Come ti sei sentito quando ti hanno comunicato che la tua foto era stata scelta dalla NASA e come è accaduto l’episodio?
  • M:Mi è stata comunicata la selezione della mia foto alcuni giorni prima. Una bellissima sorpresa, condivisa fin da subito con gli amici smanettoni e gli altri del gruppo astrofili. Ma mi sono reso conto della portata del riconoscimento solo il giorno in cui è stata effettivamente pubblicata dalla NASA: mi sono arrivati più di 500 messaggi tra amici, conoscenti e sconosciuti da tutto il globo, decine di migliaia di visualizzazioni, richieste, e pubblicazioni su giornali locali, Repubblica, Corriere e un’intervista per l’Istituto Nazionale di Astrofisica. Con l’INAF da quel giorno collaboro con vari articoli sempre a tema astro fotografico, come successo per il recente transito di Mercurio sul Sole del 9 Maggio.

 

  • Immagino che la tua macchina fotografica viva con te ogni giorno, cosa ti fa soffermare su un particolare e quindi scattare di conseguenza una foto? Cosa cerchi attraverso il tuo obbiettivo?
  • M:Si, ho sempre dietro almeno una macchina fotografica. Sono un attento osservatore: se qualcosa mi colpisce, scatto. Se chi vede la foto prova un emozione, ho colpito nel segno. Non sempre succede, sia chiaro! A volte vedo cose che mi esaltano, ma sono intrinsecamente “infotografabili” oppure non riesco io a fotografarli bene. Pazienza, la mia curiosità per il bello è stata nutrita ugualmente.

 

  • Le fotografie fermano il tempo, un istante, un fotogramma, un emozione… Quando secondo te una è foto perfetta e quando diventa arte?
  • M:Una foto è perfetta quando è tecnicamente corretta, secondo quanto voleva fare il fotografo: alcuni “difetti” o strappi alla regole sono spesso voluti.Una foto diventa arte quando, perfetta o no, colpisce immediatamente l’occhio e il cuore di chi la guarda.IMG_2434

 

  • Matteo Dunchi vive attraverso la fotografia o è la fotografia che vive attraverso Matteo Dunchi?
  • M:Sicuramente la prima tra le due. “Vivo attraverso la fotografia”, perché di ogni cosa che faccio la fotografia ne è la causa o lo scopo.

 

  • Hai scelto un mestiere fatto di precisione e pazienza ma anche pregno del concetto di bellezza: la bellezza di un paesaggio, di una stella, di uno scorcio cittadino. Hai una sensibilità sviluppata e un occhio che possiede senza dubbio il senso estetico, cos’è per te la bellezza?
  • M:Si ci vuole occhio. Ma anche pazienza e perché no? la botta di fortuna. La bellezza è un sensazione di piacere che partendo dall’occhio arriva al cervello, e al corpo in generale, in una frazione di secondo. Un po’ come il famoso colpo di fulmine.

 

  • Oltre al fotografare, quali altre passioni coltiva Matteo?
  • M:Amo stare in mezzo alla natura, tra escursioni in montagna, passeggiate al mare o giri in bicicletta e longboard.
  • Qual’ è la peculiarità di un buon fotografo e quando lo si può definire tale?
  • M:Non farsi trovare impreparato quando qualcosa di irripetibile ci passa davanti all’obiettivo.  E questa cosa vale per qualsiasi sfumatura dell’essere fotografo.

 

  • Qual è il fotografo/a, tra i più celebri, che preferisci e perché
  • M:Banalmente ti direi Ansel Adams, per quanto riguarda la paesaggistica è riconosciuto come il più influente fotografo mai esistito.  La sua grande capacità tecnica gli ha permesso di sfornare un’infinita serie di capolavori tra le bellezze naturali dei parchi nazionali americani.  Di lui mi fanno impazzire i cosiddetti “moonscapes”, ovvero i paesaggi con la Luna presente nell’inquadratura.
  • Questo slideshow richiede JavaScript.

Grazie Matteo!

https://www.facebook.com/matteodunchiphotography

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...