L’arte di creare bellezza


Per presentarvi il personaggio protagonista della mia prossima intervista, ho bisogno di coinvolgervi in un gioco… Immaginiamo di avere a nostra disposizione degli “ingredienti” da miscelare per creare l’uomo perfetto… Innanzitutto la terra di origine, la Sicilia! Amalgamiamo quindi storia, cultura, passione, il profumo dei fiori d’ arancio, il calore dell’Etna, i colori della terra, i sapori del cibo e l’azzurro del mare.
Aggiungiamo una famiglia di nascita intrisa d’ arte e cultura scientifica ed un infanzia spensierata vissuta a far propri entrambi gli stili ed ancora la bellezza di un bambino che cresceva e diventava un uomo.
Abbondiamo con intelligenza e capacità di studio misti ad intraprendenza, uniamo la passione per i viaggi, la simpatia, l’umiltà e la capacità di amare, anch’essa arte sopraffina come citava Erich Fromm.
Manca ancora qualche ingrediente e poi il risultato apparirà come per magia sotto i nostri occhi…Vediamo… Ah sì aggiungiamo alla terra di origine un altro territorio ricco di cultura, bellezza e storia: Napoli, patria di una brillante ed affermata carriera in campo medico, una splendida famiglia, tre figli e molte passioni. Direi che non abbiamo dimenticato nulla, mescoliamo bene e scopriamo insieme: Marco Moraci chirurgo estetico.

Foto Marco

Sebbene sia nato in Sicilia, Napoli è la città in cui lei è cresciuto. La Napoli che vanta la più illustre ed antica nobiltà, ricca di storia e tradizione, circondata da luoghi suggestivi e panorami unici, una delle bellezze che tutto il mondo ci invidia. Oggi purtroppo sempre più spesso la sentiamo nominata anziché per le sue virtù, per la violenza, gli omicidi, la droga. Con quale stato emotivo si vive a Napoli e con quali aspettative future?

M:Napoli è indubbiamente una delle città più belle del mondo, tuttavia le politiche disastrose degli ultimi anni, la corruzione che regna sovrana nel nostro paese, hanno reso questa città molto difficile, dove il negativo ed il positivo competono tra loro tutti i giorni. Tuttavia è una città che ti insegna molto e che ti sorprende quando meno te lo aspetti. Ci sono infatti cose uniche di questa città che non cambierei con nulla al mondo. Svegliarti con Capri davanti agli occhi oppure il fascino di andare al mare nove mesi l’anno, per citarne alcuni. I suoi siti archeologici, i suoi teatri. I dintorni di Napoli come Sorrento, Positano etc.  Anche la gente di Napoli è meravigliosa: questa è una città dove l’essere umano conta ancora per quello che è rispetto a per quello che ha. È una città dove devi prima guadagnarti la fiducia degli altri per poi poter lavorare e vivere. Qui ti guardano prima negli occhi e poi leggono il tuo curriculum, ingannare i Napoletani è quasi impossibile proprio perché sono abituati da sempre ad una realtà difficile. Se Napoli ti vuole bene ti apre le porte e ti fa conoscere e capire veramente la sua bellezza in un modo unico e viscerale.

Lei è cresciuto in una famiglia ricca di stimoli, i suoi nonni erano pittori e suo padre neurochirurgo. Qual è il ricordo più caro della sua infanzia?

M:posseggo tanti bei ricordi della mia infanzia ad esempio mio nonno che dal terrazzo affacciato sul mare dipingeva la natura delle isole Eolie, posto in cui ho trascorso tutte le estati della mia vita. Mio padre che mi insegnava l’anatomia del cranio e del cervello con la stessa leggerezza con cui si racconta una barzelletta, o ancora mia nonna che invece dipingeva “a spatola” fiori coloratissimi e poi mi portava a mangiare la granita più buona del mondo passeggiando tra i mercati siciliani che erano un esplosione di odori e colori …devo ammettere che ho avuto un infanzia meravigliosa.

Crede che ci sia stato un preciso momento o evento per il quale davanti alla domanda “cosa farò da grande” sia stato attratto verso la medicina e non verso l’arte?

M:in effetti questa domanda me la sono posta migliaia di volte per giungere poi alla conclusione di non scegliere tra le due discipline ma di mixarle tra loro, proprio per questo ho scelto il mestiere di chirurgo estetico. La chirurgia estetica è un perfetto connubio tra arte e medicina e sono fermamente convinto che non puoi fare questo mestiere senza una spiccata sensibilità artistica ed un inclinazione verso il bello.

Esiste, nonostante l’affermata carriera ed il successo in campo medico, un Marco Moraci artista? Se esiste in quale forma artistica si esprime?

M:Si certamente esiste: amo infatti il design, l’architettura, la pittura, l’opera e la musica. Mi piace dipingere e disegnare mobili di design che ho fatto realizzare e che tutt’ oggi arredano le mie case. Tra l’altro ho dato vita ad una mostra intitolata ” The Art Of Anestetic Surgey” dove i maestri della fotografia Beppe Bolchi e Franco Fontana hanno dato un loro contributo trasformando alcune fotografie di miei interventi chirurgici in opere d’arte. Questa per me è stata la sublimazione di un sogno, tutt’oggi custodisco quelle opere d’arte con gelosia. Non ringrazierò mai abbastanza i maestri Bolchi e Fontana per questo.

Si è laureato in medicina con 110 e lode nel 2000, subito dopo si è iscritto alla scuola di Chirurgia plastica dell’Università di Tor Vergata a Roma, ma come dichiarò apertamente, l’Italia le andava stretta e decise di “volare” verso Londra. In cosa l’Italia non le dava spazio e soprattutto cosa trovò a Londra che in Italia non avrebbe trovato?

M: L’ Italia è il paese della teoria, ti fanno studiare molto e bene ma non ti fanno praticare e se non ti dai da fare rischi di arrivare a 40 anni senza ancora saper fare un iniezione! In giovane età ebbi la fortuna di poter operare sotto supervisione, avevo 21 anni quando un chirurgo plastico napoletano credendo in me, mi fece diventare suo aiuto in sala operatoria insegnandomi così il mestiere. Di conseguenza quando terminai il corso di laurea a 24 anni possedevo già molta esperienza, tanta che addirittura indispettiva alcuni miei professori. Capii allora di dover andar via e volai a Londra, dove trovai una situazione opposta a quella italiana: tutta pratica e meno teoria! Fu un sogno per me in quanto di teoria ne avevo già fatta tanta e mi consideravo maturo per fare pratica. Lì a Londra in pochi mesi diventai primo aiuto in sala operatoria dei chirurghi plastici più in voga in quegli anni a Londra: Jan Stanek e Peter Ashby, ai quali devo praticamente tutto. Non dimenticherò mai il primo giorno che incontrai Jan e che un po’ impacciato entrai nella sua sala operatoria…. Lui mi guardò dritto negli occhi e mi disse: “Marco relax surgery is fun!” E mi fece operare insieme a lui, In Italia non sarebbe mai potuta accadere una cosa del genere.

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La sua intraprendenza, la sua ambizione e la costante volontà di migliorarsi, l’hanno portata a viaggiare spesso per il mondo, Brasile, Stati Uniti, Belgio, Germania, Francia, affiancando noti chirurghi di fama mondiale appunto quali Jan Stanek e Peter Ashby. Mi parli di queste esperienze e di ciò che ha vissuto a fianco di nomi cosi illustri della chirurgia estetica, ma soprattutto quali valori, oltre alle indiscusse tecniche chirurgiche, le hanno insegnato?

M:Tutte le mie esperienze, i viaggi ed i colleghi più grandi e più esperti di me, mi hanno insegnato una cosa fondamentale di questo mestiere: non smettere mai di studiare, di essere curiosi di aggiornarsi e soprattutto considerare i pazienti con enorme rispetto ed imparare ad ascoltarli prima di tutto. Oggi purtroppo spesso si considera la chirurgia estetica solo come un trattamento di bellezza, questo è sbagliatissimo!! La chirurgia estetica e’ innanzi tutto chirurgia della psiche, quindi necessita di un approccio psicologico al paziente ben preciso e di un conseguente attento ascolto.

Oggi è un affermato chirurgo estetico proprietario di centri medici specializzati all’avanguardia a Napoli, Brescia, Sorrento e Londra. Quando studiava ed era ragazzo questo era il suo obiettivo e quindi l’ha raggiunto o è riuscito a realizzare molto di più di ciò che si aspettava?

M:Diciamo che sono soddisfatto ma guardo sempre avanti con entusiasmo e curiosità quindi non ho nessuna intenzione di fermarmi qui.

Spesso la tv ed i giornali riportano notizie drammatiche riguardanti interventi di chirurgia estetica con esiti mortali o invalidanti, interventi svolti in totale assenza di protocolli sanitari ed in luoghi non idonei, oppure peggio ancora effettuati da chirurghi non abilitati o indagati. Cosa spinge un paziente a fidarsi di tali situazioni a costo di rischiare la vita?

M:Purtroppo questo accade per diversi motivi, innanzitutto la mancanza di una precisa regolamentazione legislativa riguardante la medicina estetica, in Italia basta essere laureati in medicina per poter praticare qualsiasi specialità medico/chirurgica, di conseguenza su dieci interventi di chirurgia estetica effettuati in Italia nove sono realizzati da medici non specializzati in tal campo (dati SICPRE, Società italiana di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica), per questo poi leggiamo accadimenti sconcertanti. Come se non bastasse da parte dell’utenza vi è una spasmodica ricerca verso gli interventi low cost che spesso sono offerti proprio dai non specialisti. La chirurgia estetica è chirurgia a tutti gli effetti e non può essere “smerciata a basso costo” per due importanti motivi: i presidi medici chirurgici di qualità costano ed i professionisti seri e bravi altrettanto. In Italia un chirurgo operante ha una responsabilità civile che dura 10 anni verso tutti i pazienti operati, chi si farebbe carico di tale rischio per pochi euro di compenso?

 Il mio blog parla di bellezza e lei è uno dei nomi più autorevoli e più idonei ad esprimersi in tal senso. Che cos’è la bellezza per lei?

M:La bellezza è un esplosione di emozioni. È bello tutto ciò che emoziona. Non esiste la bellezza perfetta, ma la bellezza che emoziona. Una donna, un uomo, un paesaggio, un mobile, un quadro, tutto può essere bello a patto che susciti emozioni. Nel mio mestiere è fondamentale rispettare misure e proporzioni, poi però ti rendi conto che senza un “quid” speciale anche le misure più precise non regalano nessuna emozione.  Quel “quid” non si può spiegare ne creare, c’è o non c’è ed è naturale, unico per ciascun individuo, ciò che si chiama Allure.

Quando guarda una donna, che sia sua paziente o meno, immagina sempre di poterla “cambiare” o per lei la donna perfetta esiste?

M:Ormai dopo tanti anni sono in grado di “switchare” da modalità chirurgo a modalità uomo e quindi sono capace di guardare una donna da entrambe le prospettive, ritengo questo un gran privilegio. È ovvio che quando vedo importanti difetti o inestetismi sono tentato dal volerli migliorare ma, a meno che non sia il chirurgo che è in me ad essere interpellato, taccio e tengo per me le dovute considerazioni.  Ritengo che la donna perfetta sia quella che ami.

Quali sono le sue specialità in campo estetico e perché una persona interessata ad un intervento di chirurgia estetica dovrebbe scegliere Marco Moraci?

M:Non saprei, non amo vantarmi … Una cosa però la posso dire; sono alla continua ricerca della perfezione, quindi quando inizio un lavoro non smetto fino a quando raggiungo ciò che ritengo giusto, a volte mi trovo a vivere situazioni paradossali in cui il paziente è soddisfatto e mi ringrazia, mentre io vorrei raggiungere qualcosa di più … 

 Oggi la chirurgia estetica, al contrario di qualche tempo fa, è sempre più spesso ad appannaggio di giovani ragazze talvolta adolescenti, ma anche del sesso maschile. Quali sono gli interventi più richiesti da questa tipologia di utente? Da dove nasce l’esigenza di intervenire chirurgicamente così in giovane età, insicurezza o volontà di rispondere a canoni imposti dai media e dalla moda?

M:Gli interventi più richiesti sono più o meno sempre gli stessi: seno, liposuzione, naso, palpebre, addome, glutei, gambe, viso. Gli adolescenti vogliono apparire perfetti perché è la società moderna che lo impone spesso attraverso modelli di bellezza che rasentano l’eccesso. Questo fenomeno genera insicurezze, spesso mi trovo a dover posticipare interventi chirurgici per dare spazio, soprattutto ai pazienti che si dimostrano più fragili emotivamente, ad un lavoro psicologico di autostima e di ricostruzione dell’io. Non puoi esercitare seriamente il mio mestiere se non hai nozioni di psicologia, è a dir poco fondamentale. Tuttavia nei casi più estremi, alcune vere e proprie psicosi sono generate da difetti fisici accentuati che se operati possono anche funzionare da terapia per donare maggiore fiducia in se stessi. Mi sento di affermare che l’entrare in sintonia con il paziente e capirne lo stato psicologico ed il perché vogliono sottoporsi ad un intervento di chirurgia estetica, siano le cose più importanti e difficili del mio mestiere.

Tra pochi mesi torneremo al mare e quindi ad esporci ai raggi solari. Noi italiani siamo amanti dell’abbronzatura al contrario di altri popoli che da tempo hanno scelto la strada del prodotto solare ad alta protezione. Nonostante le campagne informative sui danni causati dall’eccessiva o errata esposizione solare, melanomi, invecchiamento precoce, discromie cutanee, noi europei continuiamo a preferire prodotti che riportano un SPF (fattore di protezione solare) basso o nullo e ad esporci in modo selvaggio soprattutto nelle ore più calde della giornata. A parer suo come si potrebbe agire nei confronti di questo errato approccio mentale e far comprendere che una bella, luminosa e duratura abbronzatura si può ottenere anche con filtri solari adeguati al proprio fototipo?

M:Bisogna informare, informare ed informare. Anche in modo estremo se necessario, un po’come si fa sui pacchetti di sigarette. Quando il rischio salute è così alto i mezzi informativi devono essere diretti e forti.

Lei ha sposato una donna famosa oltre che per la sua bellezza anche per la sua professione, Veronica Maya, nota conduttrice Rai, come vi siete conosciuti e quando ha capito che era la donna della sua vita?

M:Io e Veronica ci siamo conosciuti a Capri. In quel periodo vivevo da più di 10 anni a Londra e non guardando MAI la televisione, quindi non avevo la minima idea di chi fosse Veronica Maya, ma vedendola capii che era la donna della mia vita fin dal primo istante…E avevo ragione!!!

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Immagino che per Veronica, per quanto donna dall’indiscussa bellezza e madre di 3 bellissimi figli, non sia stato semplice doversi sottoporre al “giudizio” di un esteta come lei. Come vive la bellezza della sua compagna, come uomo innamorato e quindi in assenza di difetti, o come chirurgo estetico correggendo qua e là?

M:Sicuramente la bellezza di Veronica la vivo come uomo innamorato, ma se posso esserle d’aiuto sotto il profilo estetico e non solo ovviamente, sa bene che può rivolgersi a me. Spero di non avere mai dato a Veronica la sensazione di essere giudicata solamente per la sua fisicità, è ovvio che all’inizio l’attrazione fisica è legata all’aspetto, ma di Veronica, lei lo sa bene, ho guardato sempre prima il suo cuore.

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Una brillante carriera di successo, una splendida famiglia con 3 figli ed una compagna bellissima, una vita glamour spesso sotto i riflettori, cosa altro desidera Marco Moraci?

M:Desidero le cose più semplici …. Gli amici, l’estate, il mare, andare a pesca, disegnare.  Ho un sogno nel cassetto: disegnare e progettare una barca con la quale vivere il mare che è una parte fondamentale nella mia vita.

Sempre più i chirurghi estetici commercializzano linee cosmetiche con il proprio marchio o addirittura con il proprio nome, dr. Perricone per citarne uno, ma anche il famoso Roy De Vita. Lei crede nel potere del cosmetico?

M:I cosmetici possono sicuramente aiutare a curare la pelle ma non hanno nulla a che fare con la chirurgia estetica, che è un altro mestiere. Non amo chi si professa tuttologo.

In fine le vorrei chiedere una “ricetta” per invecchiare nel modo migliore e prendersi cura della propria pelle nonché del proprio aspetto.

M:Acqua limone e zenzero tutte le mattine, un’alimentazione ricca di omega 3, frutta e verdura. Per deviazione professionale suggerisco di aiutare la pelle con iniezioni di sostanze biostimolanti di tanto in tanto, fare sport, ridere e fare l’amore!!!

 

Come avete potuto constatare l’ uomo perfetto esiste e non è frutto della nostra miscela di ingredienti, ma è un uomo in carne ed ossa forte della sua professionalità, costruitosi nel tempo e con dedizione lavorando su se stesso, amante della vita e dell’arte, innamorato della bellezza al punto tale da farne una professione… beh un difetto ce l’ ha, non me ne voglia Veronica 🙂 è sposato!!!!

Naturalmente scherzo, anzi ringrazio pubblicamente il dr. Moraci per essersi reso disponibile, tra i mille impegni, al mio “interrogatorio”, auguro a lui e alla sua meravigliosa famiglia ogni bene.

Bebè

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(foto dal web)

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