Siddhartha & Grace Alanis


Ho conosciuto Grace qualche anno fa in un momento particolare della mia vita, di lei mi colpirono la forza e la determinazione, le sue parole mi echeggiarono in mente a lungo e la sua energia mi pervase. Ebbi la possibilità di incontrarla ancora a Milano e di condividere con lei e poche altre persone un bellissimo momento  di meditazione, da allora non ho mai smesso di seguire le sue “avventure” e di avere contatti con lei. Con Grace condivido la passione per i musical ma soprattutto il Buddismo, ed è per questo che le ho chiesto di poterla intervistare e di per poter raccontare come la sua determinazione religiosa l’abbia portata a raggiungere i suoi obiettivi e a realizzare i suoi desideri, uno su tutti: Siddhartha The Musical! http://www.siddharthathemusical.com/

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Nata in Messico di cui porta i colori; capelli lunghi ricci e scuri, occhi grandi marroni, pelle color ambra che richiama alla mente il calore della terra messicana, carattere determinato, forte, una bellezza mista a sensualità da togliere il fiato. Inevitabile non vederla e non percepire la tua presenza. Donna di successo ma soprattutto donna capace di provare compassione e abbracciare con il cuore tutti coloro che la circondano: Grace Alanis. Com’era la vita di Grace da piccola in Messico e cosa sognava di diventare?

 G: Sono nata in una famiglia numerosa, l’unica femmina di cinque figli, i miei fratelli mi hanno sempre trattato come un “maschiaccio”, i miei genitori adottarono altri due cugini orfani di madre, maschi ovviamente, a ciò dobbiamo aggiungere tutti gli amici dei miei fratelli che venivano a casa nostra per giocare, maschi anche loro! Ho dovuto sviluppare necessariamente per “sopravvivere” un carattere indipendente e soprattutto determinato altrimenti non avrei potuto resistere a tutti quegli uomini! Tutto ciò ha favorito la mia indipendenza che esprimevo attraverso il desiderio di voler esplorare il mondo, fui talmente determinata a perseguire il mio desiderio che neppure i miei genitori poterono fermarmi. Decisi dunque di partire per L’ Europa. In Messico avevo iniziato la carriera di modella per cui una volta arrivata in Italia mi proposi alla moda, forse furono le mie origini esotiche, la mia altezza ed il fisico asciutto non so, ma in un attimo mi trovai ad indossare abiti da sogno e a sfilare sulle passerelle di tutto il mondo.

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Nel crescere la tua bellezza e la tua sensualità non passano inosservate. Approdi alle passerelle italiane negli anni ’80, indossi abiti di Chanel e di tanti altri stilisti in voga all’ epoca.  Sfili sulle passerelle più importanti al mondo: Parigi, New York, Giappone, Londra. Come cambiò la tua vita e che ruolo giocò in te la moda?

G:Beh la moda mi cambiò la vita. Grazie ad essa potei soddisfare la mia sete di viaggiare e di conoscere ma soprattutto, formò il mio carattere e mi apri la mente. È ovvio che viaggiare, conoscere nuovi luoghi, nonché persone è una palestra di vita che ti forgia il carattere e l’indipendenza. Pur vivendo appieno quella dimensione fantastica, pensavo dentro di me che non sarebbe durata a lungo, la carriera delle modelle si sa è breve, per cui nella testa già pensavo a cosa avrei potuto fare in futuro ma non avevo le idee chiare lo ammetto, ero giovane dovevo ancora capire.

Il mondo glamour delle passerelle, i fotografi internazionali come Steve Hiatt che immortalavano la tua bellezza, il tuo volto sulle copertine delle più importanti riviste di moda, una vita da sogno in un età giovane, dove si crede tutto possibile, dove si ha la sensazione di essere eterni… Oggi pensando alla Grace di allora quali sensazioni provi?

G: come già sottolineato di quel periodo posseggo ricordi e sensazioni piacevoli, il senso di libertà ma anche di disciplina che la moda ti impone, viaggiare e conoscere nuove realtà anche molto diverse da quella in cui ero cresciuta. Ero una ragazzina, quindi in un certo senso è stato un salto nel buio, ma era un desiderio forte, una volontà che ho perseguito credendo in me stessa, oggi sono una donna diversa, matura e con molta esperienza sulle spalle, ma della ragazzina di allora ho conservato la determinazione e la perseveranza di seguire il mio istinto e le mie passioni, devo a quella ragazzina ciò che sono oggi!

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Il Messico è un paese fortemente Cattolico, immagino che anche tu lo fossi dalla nascita. Oggi hai abbracciato la religione Buddista da più di dieci anni. Cosa ti ha fatto compiere questa scelta e soprattutto cosa hai trovato nel buddismo che non trovavi nella religione Cristiana?

G: Si il Messico è un paese fortemente Cattolico, ma io confesso che non lo ero particolarmente, ho seguito la religione Cattolica con un po’ di distanza, non vedevo nel perseguirla, soluzione alle mie sofferenze o ai miei disagi. Ho affrontato dei periodi bui e di grande dolore, mio fratello mori in un incidente stradale, mi ricordo che piangevo e mi rivolgevo a Dio ma non sentivo la mia sofferenza alleviarsi. Un divorzio accentuò ancora di più il mio disagio, finché non ebbi la possibilità di incontrare il Buddismo. Sono circa dodici anni che pratico questa filosofia religiosa, ciò che mi ha dato il Buddismo è la forza e la determinazione di cercare in me la felicità, perché ognuno di noi possiede la chiave della propria vita, la soluzione ai propri problemi o alle sofferenze. Il Buddismo insegna attraverso lo studio e la pratica a prendere in mano la propria vita e a raggiungere la felicità con costanza e dedizione. Non si recita un “qualcuno” al di sopra di noi, si recita per noi e per la propria vita. Io attraverso il Buddismo sono ciò che volevo essere e ho ciò che volevo avere, non è frutto di una magia, non ho la bacchetta magica, ma ho fede in me, nella mia potenzialità e nel mio valore.

Sei balzata sulle cronache mondane qualche anno fa, quando a Milano città in cui risiedi, sei entrata in contatto volutamente, con una realtà molto difficile: il carcere Opera di Milano. Più precisamente con 20 detenuti del circuito di alta sicurezza. Li hai fatti recitare il mantra religioso buddista, il cui cuore è il suono delle parole Nam Myoho Renge Kyo, chiave di volta per cambiare il proprio karma. Un esperienza singolare, forte, che cambia senz’ altro la visione della vita quotidiana, cosa ti ha spinto a tanto e quali emozioni ti ha dato?

G: Fu un esperienza incredibile, che mi ha aiutato ad aprire ancor di più la mia vita verso gli altri donandomi gioia e felicità. I detenuti del carcere Opera che ho incontrato sono protagonisti di gravi accadimenti, hanno commesso azioni di indiscussa gravità che purtroppo neppure la loro pena (ergastolo) potrà cancellare. Ciò che ho potuto trasmettere loro attraverso la pratica Buddista e nel mio piccolo, è stato la possibilità di fargli capire che nonostante tutto, dentro nel loro io più profondo, posseggono ciò che noi buddisti chiamiamo Buddità, una parte pura, “sana”, non contaminata dal male, ed è proprio per questa parte illuminata che ho insegnato loro a recitare il mantra Buddista Nam Myoho Renge Kyo. Recitare il mantra gli è servito e gli serve, come strumento per cambiare il loro Karma e ottenere benefici dalla pratica. Infatti così è stato, molti di loro hanno ottenuto dopo anni, permessi straordinari per uscire ed incontrare i loro cari, o addirittura hanno ottenuto dei benefici in merito alla pena che stanno scontando. Uno degli insegnamenti più importanti del Buddismo è senz’ altro quello di trasformare tutto ciò che “avvelena la nostra vita” in una “medicina” benefica, questo lo si può fare solo attraverso la profonda conoscenza di se stessi, attraverso il buddismo ogni essere umano ha la “chiave” per aprire la propria vita, per realizzare la felicità, per costruire ciò che desidera e soprattutto per capire lo stretto legame che vi è tra l’ambiente e la singola vita di ognuno di noi. Spesso è più semplice trovare all’ esterno la causa delle nostre sofferenze, ma non è così. L’ambiente esterno, risponde con manifestazioni chiare a ciò che noi siamo o facciamo, perciò se cambiamo noi per primi anche l’ambiente che ci circonda cambierà. Sono parole semplici da trasmettere, ma ciò accade e sottolineo accade, solo con costanza, dedizione, studio, ponendosi obiettivi quotidiani, senza paura di pretendere troppo, convinti che ciò accadrà perché siamo noi a farlo accadere. Questo è quello che ho fatto da quando ho incontrato questa meravigliosa filosofia religiosa, che mette al centro la vita di ogni singolo individuo, ho realizzato ciò che volevo realizzare, determinandolo ogni giorno, credendoci ogni singolo istante, incoraggiando me stessa ma anche il mio prossimo, agendo sempre con il cuore.

Sempre “in carcere” a Milano incontri Isabella Biffi, in arte Isabeau, come il titolo della leggenda drammatica di Pietro Mascagni. Cantante dalla voce splendida, autrice di testi e musiche e che da qualche anno ha messo la sua professionalità e la sua passione a servizio del carcere di Milano, parlaci di lei e di cosa ha significato per te quell’ incontro.

G: in realtà conoscevo già Isabeau, anche lei è Buddista e avevo già sentito parlare della sua capacità di donare, però quando l’ho incontrata nel carcere Opera ho potuto toccare con mano la dedizione, la passione e le sue capacità. Isabeau mette a disposizione dei detenuti, per insegnare loro l’arte teatrale ed il canto, il suo sapere e con loro aveva già realizzato alcuni spettacoli, Siddhartha era uno di questi. Furono proprio i detenuti a chiedere ad Isabeau di portare il musical Siddhartha nei teatri italiani, dicevano che era troppo bello per rimanere in quelle mura… E fu così che Isabeau con la Compagnia Italiana si esibì nei più importanti teatri italiani, per poi nel Novembre 2013, tornare ad essere interpretato proprio dai quei detenuti all’ interno del carcere. Quando ci incontrammo, in occasione della recitazione del mantra buddista, mi venne l’idea di far crescere quest’ opera e quindi, attraverso la determinazione del mio obiettivo, decisi che Siddhartha sarebbe stato il musical giusto per portare un messaggio di speranza nel mondo, soprattutto in questo momento di difficoltà mondiale, di crisi e di smarrimento dei popoli.http://www.siddharthathemusical.com/

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Il musical è liberamente tratto dall’omonimo libro di Herman Hesse ed ispirato al film Piccolo Buddha di Bernardo Bertolucci. In scena la storia del Principe Siddharta che si incammina, lasciando il proprio castello ed uno stile di vita agiato, sulla strada della scoperta della vera essenza della vita e delle ragioni della sofferenza, fino al raggiungimento di quel profondo IO di cui noi, popoli moderni, forse abbiamo perso le tracce. Questo è il messaggio che Siddharta lascia nei cuori di tutti coloro con cui entra in contatto, perché hai scelto proprio questa storia e cosa vorresti realizzare attraverso questo messaggio?

G: il messaggio di Siddhartha è universale. E’ la storia del maestro dei maestri del Buddismo, un principe che lascia appunto i suoi agi, per scoprire la vita quella vera, fatta anche di sofferenze, di dolore e di sacrificio. Attraverso il suo viaggio Siddhartha infonde speranza e saggezza ed è proprio per questo che ho determinato con decisione di poter portare lo spettacolo nella patria dei musical a Broadway e di chiudere un importante contratto di distribuzione internazionale, il primo che nasce dall’ Italia e arriva in America. Tale contratto porterà lo spettacolo nei più importanti teatri internazionali e sono certa, lo accompagnerà verso la vittoria dei Tony Awards così com’è stato per l’altro musical che ho prodotto con la mia società Lillith: “AN AMERICAN IN PARIS”.  http://www.siddharthathemusical.com/

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Oltre al musical Siddhartha, appunto, sei presente nel ruolo di Associate Producer anche in “AN AMERICAN IN PARIS “un altro musical che ha fatto la storia del teatro musicale. Possiamo affermare che oramai hai intrapreso professionalmente una strada ben precisa, fare la produttrice teatrale. Cosa trovi di così affascinante in questa professione, le luci, il palcoscenico il pubblico ti danno la stessa emozione di quando sfilavi sulle passerelle anche se è un ruolo più da back stage?

G: No, non sono la stessa cosa, non mi danno la stessa emozione, per quanto sia grata al mondo della moda che mi ha dato la possibilità di crescere, essere produttrice di musical e frequentare dunque i teatri, dona un emozione immensa. Amo circondarmi di arte, ed un musical racchiude in se molte espressioni di arte: la musica, il canto, il ballo, ed i costumi, ogni volta che entro in teatro, sebbene sia la mia un attività di back stage, sono emozionata, la musica mi attraversa la pelle e vedere le evoluzioni dei ballerini, grandi professionisti, mi incanta. No, direi che produrre musical è senz’ altro più emozionante benché non sia io a calcare le scene, è un emozione grande e una grande soddisfazione vista da un’altra prospettiva, da un’altra angolazione, un occhio “dietro l’obbiettivo”.

Sei una donna dalla forte personalità dall’ innegabile bellezza, hai una bellissima figlia adolescente di nome Yasmeen che sta ripercorrendo le tue orme, però il mondo nel frattempo è un po’ cambiato… quali consigli le dai, come la supporti nel suo cammino ma soprattutto cosa le auguri di realizzare nella vita?

G: A mia figlia, grazie alle esperienze che ho potuto vivere sulla mia pelle, chiedo di essere sempre se stessa e di fare ciò per cui si sente portata. Non ho mai interferito con le sue decisioni, se lei mi chiede un consiglio ci sono ma altrimenti le sto a fianco e osservo. Sta facendo la modella con grande successo, ma adora tutto ciò che è legato alla salvaguardia del pianeta e delle specie animali, ed è molto attiva in questo. A differenza di me quando avevo la sua età forse, è meno determinata, è ancora un po’ confusa, non ha una spinta emotiva tale ad allontanarsi da casa, ma va bene cosi lo farà al momento giusto e quando si sentirà pronta. Ciò che le auguro di realizzare è sicuramente qualcosa che la renda felice che sia la famiglia, lavoro o qualsiasi altra cosa desideri.

Qual’ è il valore più importante nella vita di un individuo secondo te, quel valore da cui non si deve mai prescindere indipendentemente dal contesto in cui si vive?

G: Sicuramente credere sempre in se stessi e nelle proprie capacità. Il nostro maestro Buddista dice che in qualsiasi posto del mondo un individuo si trovi deve sempre creare tre cose: valore, bellezza e guadagno. Ognuno di noi deve adoperarsi per realizzare questo insegnamento nella propria vita, ma anche aiutare il prossimo ad essere felice poiché la nostra felicità dipende dalla felicità degli altri ed andando oltre anche da quella dell’intero l’universo.

Sei una donna fortunata, se per concetto di fortuna consideriamo il lavoro costante, il sacrificio e la dedizione che ti contraddistinguono e che ti hanno permesso di realizzare i tuoi sogni. Se tu fossi in mondovisione e potessi lasciare un messaggio a milioni di persone anche quelle meno fortunate di te, che pur avendo sogni non posseggono forza e determinazione o peggio ancora, non hanno le possibilità economiche per realizzarli, quale sarebbe il tuo messaggio?

G: Sfidarsi, sfidarsi ogni momento, non arrendersi mai e porsi obiettivi importanti senza paura, la paura è un limite della nostra mente che frena i nostri desideri e le nostre volontà. Io amo sfidarmi, miro sempre in alto, mi pongo obiettivi grandi e lavoro per raggiungerli ogni giorno, se qualcosa non va come desidero, mi ridetermino e riprovo finché non lo ottengo. Un esempio è stato Siddhartha: ho determinato di portare un musical italiano a Broadway, controcorrente, contro tutti quelli che mi dicevano ma cosa ti metti a fare figurati se a Broadway patria dei musical ti faranno un contratto per una distribuzione nei teatri internazionali…. Beh oggi quel contratto esiste e Siddhartha ha cominciato il suo viaggio, anche se in versione showcase.

Il mio blog parla di bellezza “globale” un concetto di bellezza a tutto tondo, la bellezza dell’arte, la bellezza del grande schermo, la bellezza della pittura ed anche la bellezza di una donna, tu in questo caso. Cosa ha significato per te nella vita essere bella, pensi che ti abbia agevolato o messo alla prova?

G: Quando ero più giovane non mi consideravo affatto bella, ero troppo magra, molto alta anche i miei fratelli e i loro amici mi prendevano in giro, non incarnavo certo la bellezza tipica messicana. Poi la moda mi ha dato più sicurezza, le mie caratteristiche estetiche erano apprezzate ed anche io ho cominciato a farlo. Oggi sono più consapevole del mio corpo e più sicura sebbene sia molto critica e spesso, ma capita credo a molte donne, non mi piaccio. Cerco di fare movimento fisico, di avere una corretta alimentazione e di non fare stravizi. La bellezza è sicuramente importante e fa parte di me e della mia vita ma come valore, la bellezza la si trova ovunque in qualsiasi espressione, anche un musical è bellezza e Siddahartha per me lo è più di tutti per il suo prezioso significato.

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Viaggi tra l’Italia, il Messico, NY e Parigi, hai una figlia, ti occupi di sociale, sei portavoce della tua religione Buddista, oggi sei anche una produttrice teatrale di successo, cosa ti manca o cosa desideri ancora realizzare e cosa vorresti che in futuro, il mondo ricordasse di te?

G: ci sono ancora moltissime cose che devo realizzare, non mi accontento, ho ancora molto da mettere in gioco e da dare, pertanto non penso mai di essere arrivata alla fine e di aver realizzato tutto, ma anzi scopro sempre nuove sfide. Di me vorrei che le persone ricordassero la mia capacità di dare sostegno e di occuparmi del prossimo, per quel che posso cerco di dare il mio contributo per ottenere un mondo migliore e far sì che le persone possano essere felici, questo lo faccio anche attraverso il mio impegno con il musical Siddhartha. Sono molto orgogliosa della strada che ho percorso fino a questo momento e dell’impegno profuso per il quale avrò l’onore di essere premiata a fine Marzo con una cerimonia che si terrà a Milano presso la sala Pirelli in occasione del congresso mondiale delle donne Latinoamericane. Il premio si intitola “donne che ce l’hanno fatta” che si sono distinte per la loro determinazione, capacità e sensibilità, che hanno lottato e continuano a farlo lontane dalla loro terra, ecco questa sono io e mi fa piacere ricevere un riconoscimento per questo.

 

Ringrazio Grace per questa intervista, ho avuto la fortuna di conoscerla e di viverla anche se per poco tempo, ha lasciato in me un ricordo indelebile e questa intervista per me è un ringraziamento speciale ad una persona speciale, grazie Grace.

Bebè

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