COLORI ED EMOZIONI DI UN ARTISTA


Nel precedente articolo abbiamo visto la tecnica dei chiaro scuri applicata al make up, che possiamo a tutti gli effetti considerare arte che prende forma su di una tela che in questo caso è la nostra pelle.
A proposito di arte come espressione di bellezza, secondo il mio personale concetto contemporaneo di bellezza che racchiude molteplici aspetti, vorrei parlarvi di una donna, un artista, una pittrice che attraverso le sue opere vuole comunicare le sue sensazioni e gli stati d’ animo che nel corso della vita l’hanno attraversata e tutt’ ora l’attraversano.
Mafalda Pegollo nasce a Massa il 14 Luglio del 1960, una data storica pregna di significato cosi come la sua vita.
Mafalda definisce la sua arte informale, espressione dei sentimenti, poiché per il suo sentire un artista è colui che dà forma ai sentimenti, agli stati d’ animo, all’ immaginazione.
Il suo creare arte non nasce da appositi studi ma da un bisogno espressivo presente fin dalla sua gioventù, infatti fin da piccola era solita utilizzare molte matite colorate per disegnare, il colore per lei è stato amore a prima vista.
Nel crescere la sua vita l’ha condotta in strade lontane dall’arte, più vicine al mondo logico ed incolore dell’imprenditoria, lasciando che questa sua passione rimanesse chiusa in un cassetto.
Questo stato di cose durò molti anni, fino al momento in cui drammatiche vicissitudini familiari, tra cui la terribile tragedia che la colpi durante l’estate del 2012 con la tragica ed inaspettata morte del giovane figlio Lorenzo, la costrinsero a chiudere l’azienda di famiglia. Mafalda non possedeva più l’entusiasmo necessario per continuare l’impresa, non aveva più progetti di vita, ne l’entusiasmo per viverla.

Alla fine di agosto di quell’ anno, Mafalda non trova comprensibilmente pace per l’accaduto, un senso di angoscia la pervade così tanto da costringerla a “gettare” su tela, come per demonizzarlo, questo forte senso di impotenza davanti ad un destino tanto crudele e spietato.
Quel giorno la sua arte si manifestò attraverso la realizzazione di due tele, la prima raffigurava dei fiori piegati dal vento “espressioni di me” fu il titolo dato all’ opera, il suo profondo significato era racchiuso nel dolore di Mafalda che non l’avrebbe spezzata, ma solamente piegata come un fiore sotto il soffiare del vento per poi risollevarsi.

La pittura di Mafalda è diretta, non è solita disegnare bozze prima di dipingere, la definisce pittura materica dove il colore sembra uscire dalla tela, il suo istinto la guida sia nella scelta del colore che del disegno.

La seconda tela che dipinse quel giorno fu “mare mosso”, vortici di onde che ruggivano tirando fuori la loro essenza fatta di forza, di schiuma impetuosa, dell’inebriante e pungente profumo di salmastro, onde gigantesche come quelle che attraversano la vita. Per questo Mafalda ama definire le sue opere come ESPLOSIONI DI UN SENTIRE CHE NASCE DAL PROFONDO DI SE.

Nella tavolozza dei colori quello che Mafalda predilige è il rosso declinato in tutte le sue sfumature anche quelle più cupe. Il rosso è il colore che rappresenta da sempre i sentimenti che caratterizzano la storia dell’umanità: amore, passione, ma anche angoscia e dolore rappresentati nei colori cupi del porpora, dolore e angoscia che si possono assaporare solo dopo aver bevuto dal calice del profondo amore.

Mafalda si definisce un alchimista, capace di dare luce al buio più profondo, laddove nessuno penserebbe di poter intravedere uno spiraglio, un alchimista che in ogni dove riesce a trovare il tutto, come un visionario che manipola la realtà e la trasforma in altro da ciò che è vero.

A seguito dei grandi dolori provocati per la scomparsa delle persone a lei care, Mafalda riposiziona la scala dei valori che fino a quel momento avevano caratterizzato la sua vita, riuscendo così, scevra da condizionamenti, ad apprezzare le cose più semplici, prive di conformismo e di ipocrisia, come il sorriso di un bambino che non è ancora stato contaminato dalla vita.
La pittura è l’espressione di se stessa, quando non dipinge e quindi quando non si esprime, l’angoscia riaffiora costringendola ad armarsi di pennello per combatterla, così facendo raccoglie la sfida e riposiziona l’angoscia laddove non possa più nuocerle. Nella sua espressione d’ arte Mafalda ha trovato un valido strumento per lenire le sue sofferenze, utilizzando la pittura per liberare se stessa.

Nel 2013, pur non avendo progetti in tal senso, ebbe l’opportunità, grazie ad un caro amico che le fece da tramite, di incontrare un critico d’arte, Giammarco Puntelli, il quale dopo aver visionato delle fotografie che ritraevano le sue opere la invitò a partecipare ad un evento artistico.
Sul finire della serata, Puntelli espose i quadri di Mafalda su dei tavoli e li illuminò con fasci di luce diretti, il pubblico presente alla serata si avvicinò per osservare, tra loro un artista famoso, Antonio Possenti.
Possenti fu catturato da quella pittura che definì perfettamente rispondente alle caratteristiche di un opera d’arte, sottolineandone l’originalità assoluta.
Da quel momento, Mafalda viene fagocitata inaspettatamente dal mondo dell’arte, eventi e mostre in luoghi prestigiosi hanno ospitato le sue tele, una di queste l’Expo 2015 appena conclusosi a Milano.

Proprio nella location di Palazzo Giureconsulti a Milano, in occasione della mostra “L’Arte e il tempo “di Expo in città, Mafalda è stata protagonista con le sue opere, selezionata da una giuria esperta del settore che tra più di mille candidati ha scelto novantacinque artisti fra i quali lei in onore all’ originalità dei suoi dipinti.

Sul finire di quest’ anno altri grandi riconoscimenti sono stati attribuiti alle opere della Pegollo, il critico d’arte Giammarco Puntelli, incaricato dalla Mondadori editrice di scrivere un saggio sull’ arte contemporanea dal titolo “Le scelte di Puntelli”, ha inserito Mafalda nel primo libro della collana composta da cinque volumi.
Tale visibilità l’ha portata ad essere inserita all’ interno del CAM ,  catalogo ufficiale dell’arte moderna, documento prestigioso in cui vengono inseriti gli artisti contemporanei più rappresentativi del periodo, tale guida è utilizzata dai galleristi o da collezionisti di tutto il mondo per quotare le opere d’ arte.
L’ inserimento nel prestigioso catalogo ha portato Mafalda ad una quotazione pari al due, la scala dei valori con i quali si quota un opera va dall’ uno al dieci, considerando la giovane natura dell’arte di Mafalda è un primo passo verso vette più ambite.

Oggi Mafalda Pegollo espone in permanenza nella galleria Tschawà in via del Marzocco 12 a Pietrasanta (LU), una delle cittadine considerate la culla dell’arte, dove si può prendere visione delle sue innumerevoli opere.

Il suo profondo desiderio è che oltre alla sua arte rimanga di lei una sorta di luce, energia, che possa cancellare le difficoltà di comunicazione tra le persone, l’egoismo e l’odio.

Ringrazio vivamente Mafalda di avermi concesso questa intervista, per me la prima, e di aver condiviso con me una passione grande come l’arte che racchiude nella sua stessa parola l’essenza della bellezza.

Vanessa ParducciFoto 24-11-15, 16 59 07 (1)Foto 24-11-15, 16 58 45

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